Attività elementare sull’uso delle preposizioni articolate

Dopo una breve ripetizione degli articoli determinativi, in una classe di livello A2, in seguito ad una domanda sulla differenza tra le preposizioni da e di, si è proposta un’attività induttiva per fare comprendere l’uso delle preposizioni articolate, in questo caso di.

Per distinguere l’uso delle preposizioni semplici e di quelle articolate sono stati forniti prima alcuni esempi:

la borsa di Anna

la borsa dell’insegnante

la borsa della mia amica

Dopo avere evidenziato come avviene il passaggio dalla preposizione semplice a quella articolata si è proposto agli studenti di associare agli articoli nomi che già conoscevano, e in seguito di fare esempi con altri nomi, suggeriti dagli stessi studenti. Quando gli studenti avevano in mente una parola per fare un esempio ma non la conoscevano in italiano potevano domandare all’insegnante.  In questo modo, facendo associazioni tra parole nuove e i nomi già acquisiti nel vocabolario personale, sono state create dagli studenti le seguenti associazioni:

il cane                                                                    ___ collare _____ cane

la ____________                                                  ___ uomo _____ palestra

l’ ____________                                                   ___ telefono _____ amico

lo ____________                                                 ___ barattolo _____zucchero

i ____________                                                   ___ genitori _____ bambini

le ­____________                                                ___ piastrelle _____ piscine

gli ____________                                               ___ piatto _____ spaghetti

Francesca Gulli

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Il congiuntivo presente

congiuntivo

 

Il congiuntivo è un tempo verbale italiano e si usa soprattutto per esprimere soggettività, dubbio, desiderio o volontà.

 

Il congiuntivo presente dei verbi regolari si forma così:

-ARE

-ERE

-IRE

PARLARE

 

IO                PARLI

TU               PARLI

LUI/LEI       PARLI

NOI             PARLIAMO

VOI             PARLIATE

LORO         PARLINO

VEDERE

 

IO                 VEDA

TU                VEDA

LUI/LEI        VEDA

NOI              VEDIAMO

VOI              VEDIATE

LORO          VEDANO

DORMIRE

IO                 DORMA

TU                DORMA

LUI/LEI        DORMA

NOI              DORMIAMO

VOI              DORMIATE

LORO          DORMANO

I verbi che prendono –ISC- e i  verbi che hanno un’irregolarità all’indicativo presente avranno anche il congiuntivo presente irregolare.

Ecco un piccolo trucco: per non fare confusione basta ricordare la forma irregolare del presente indicativo, perché questi verbi hanno la stessa irregolarità anche al presente congiuntivo.

INFINITO PRESENTE INDICATIVO PRESENTE CONGIUNTIVO
ANDARE IO VADO IO VADA
BERE IO BEVO IO BEVA
CAPIRE IO CAPISCO IO CAPISCA
DIRE IO DICO IO DICA
FARE IO FACCIO IO FACCIA
POTERE IO POSSO IO POSSA
FINIRE IO FINISCO IO FINISCA
RIMANERE IO RIMANGO IO RIMANGA
SALIRE IO SALGO IO SALGA
SCEGLIERE IO SCELGO IO SCELGA
USCIRE IO ESCO IO ESCA
VENIRE IO VENGO IO VENGA
VOLERE IO VOGLIO IO VOGLIA

ATTENZIONE!

I verbi in –ARE irregolari al congiuntivo presente hanno la stessa coniugazione dei verbi in –ERE.

1

I verbi DARE, STARE, DOVERE e SAPERE non seguono questa regola, ma hanno una diversa irregolarità:

DARE

STARE

DOVERE

SAPERE

IO                 DIATU                DIA

LUI/LEI        DIA

NOI              DIAMO

VOI              DIATE

LORO          DIANO

 

IO                  STIATU                 STIA

LUI/LEI         STIA

NOI               STIAMO

VOI               STIATE

LORO            STIANO

IO                DEBBATU               DEBBA

LUI/LEI       DEBBA

NOI             DOBBIAMO

VOI             DOBBIATE

LORO          DEBBANO

 

IO                 SAPPIATU                SAPPIA

LUI/LEI        SAPPIA

NOI              SAPPIAMO

VOI              SAPPIATE

LORO           SAPPIANO

Anche il congiuntivo presente dei due verbi ausiliari, ESSERE e AVERE, ha una coniugazione irregolare:

                                   ESSERE                                    AVERE
 IO                               SIA

TU                              SIA

LUI/LEI                      SIA

NOI                            SIAMO

VOI                            SIATE

LORO                         SIANO

 IO                               ABBIA

TU                              ABBIA

LUI/LEI                      ABBIA

NOI                            ABBIAMO

VOI                            ABBIATE

LORO                        ABBIANO

ATTENZIONE!

La prima, la seconda e la terza persona singolare del presente congiuntivo sono sempre uguali, quindi spesso è necessario specificare il soggetto  per non fare confusione.

 

Gloria Mantineo

Il passato prossimo

1

 

Il Passato Prossimo è uno dei tempi del modo indicativo più usato, per esprimere il passato.  

Il Passato prossimo si forma con il:

 

PRESENTE DI ESSERE O AVERE + IL PARTICIPIO PASSATO

 

In genere il participio passato dei verbi regolari delle tre coniugazioni si forma in questo modo:

VERBI IN – ARE

PARLARE

–          ATO

PARLATO

VERBI IN – ERE

CREDERE

–          UTO

CREDUTO

VERBI IN – IRE

PARTIRE

–          ITO

PARTITO

Molti verbi hanno un participio passato che non segue la regola generale.

Ecco i verbi più comuni:

Accendere Acceso
Aprire Aperto
Bere Bevuto
Chiedere Chiesto
Chiudere Chiuso
Cuocere Cotto
Dire Detto
Essere Stato
Fare Fatto
Leggere Letto
Mettere Messo
Mordere Morso
Morire Morto
Nascere Nato
Offrire Offerto
Perdere Perso (perduto*)
Prendere Preso
Produrre Prodotto
Rimanere Rimasto
Rispondere Risposto
Rompere Rotto
Scegliere Scelto
Scendere Sceso
Scrivere Scritto
Soffrire Sofferto
Spendere Speso
Spegnere Spento
Stare Stato
Togliere Tolto
Vedere Visto (veduto*)
Venire Venuto
Vincere Vinto
Vivere Vissuto

*= forma meno usata.

2

AUSILIARE ESSERE O AVERE?

ESSERE

AVERE

I VERBI RIFLESSIVI

Pettinarsi; Divertirsi; Lavarsi; Alzarsi; Sedersi;

Incontrarsi; Vestirsi; Svegliarsi; Chiamarsi, ecc.

 

LA MAGGIORANZA DEI VERBI

VERBI DI MOVIMENTO

Andare; Venire; Partire; Tornare; Arrivare;

Entrare; Uscire; Salire; Scendere; Cadere.

 

 

 

 

 

Eccezioni:

Passeggiare; Camminare; Viaggiare; Guidare; Nuotare; Ballare, ecc.

 

VERBI CHE INDICANO STATO (luogo)

Essere; Stare; Rimanere; Restare.

 

 
VERBI CHE INDICANO CAMBIAMENTO DI STATO

Diventare; Nascere; Morire; Crescere; Ingrassare; Dimagrire

 

 
I SEGUENTI VERBI (soprattutto alla 3°persona sing.)

Piacere; Sembrare; Accadere; Succedere; Mancare; Interessare; Durare, ecc.

 

 
LE ECCEZIONI SONO NUMEROSE. È NECESSARIO IMPARARE CON L’USO E A MEMORIA

QUAL È L’AUSILIARE GIUSTO E, IN CASO DI DUBBIO, CONSULTARE IL DIZIONARIO.

 

ATTENZIONE:

Con l’ausiliare AVERE il participio passato NON cambia.

Es: Paolo ha mangiato una pizza buonissima.

Es: Maria ha mangiato una pizza buonissima.

Con l’ausiliare AVERE il participio passato cambia con genere e numero, quando il passato prossimo è preceduto dal pronome personale diretto:  lo, la, l’, li, le.

Es: Hai mangiato il pane? – Sì, l’ho mangiato.

Es: Hai mangiatola pizza? – Sì, l’ho mangiata.

Es: Hai mangiato i pomodori? – Sì, li ho mangiati.

Es: Hai mangiato le patate? – Sì, le ho mangiate.
Con l’ausiliare ESSERE cambia, concorda in genere e numero con il soggetto.

Es: Paolo è andato al cinema.                Paolo e Giorgio sono andati al cinema.

Es: Maria è andata al cinema.                Maria e Carla sono andate al cinema.

Quando usiamo il Passato Prossimo?

  • Si usa per indicare azioni avvenute in un periodo di tempo non ancora terminato:

Es: Questa mattina sono uscita di casa presto.

  • Si usa per esprimere un’azione terminata e avvenuta in un tempo anche lontano ma i cui effetti continuano nel presente:

Es: Ieri sera ho mangiato troppo e non sono riuscito a dormire tutta la notte.

  • Nell’Italiano orale, si usa per indicare qualsiasi azione passata in sostituzione del passato remoto:

Es: Sette anni fa sono stato in Argentina.

Rossella Li Volsi

 

Esperienza di Silvia Rubey

In estate sono stata per tre settimane a Catania in Sicilia. Quelle settimane sono state le più belle nella mia vita.

Penso che ho imparato molto in queste settimane, perché ho fatto un corso d’italiano. La scuola di lingua si è trova in Via Garibaldi. Il gerente della scuola era molto simpatico e gentile. Sì occupava sempre di me. Voleva che mi sentissi bene e che mi divertissi. Lui intraprendeva tanto con noi. Per esempio abbiamo fatto una festa alla barca. Abbiamo ballato e bevuto molto ma è stata una sera molto divertente. Il solo svantaggio era che dovevamo andare a scuola il giorno dopo.

Le lezioni c’erano sempre dalle 9:30 alle 13:30 dal lunedì al venerdì. Avevamo una pausa pranzo di mezz’ora. In questa pausa andavamo sempre in un caffè. Il caffè si chiamava Prestipino e si trovava all’angolo della Piazza Duomo. Spesso mangiavo una brioche ripiena e bevevo un caffè latte, ma i cannoli non dovevano mancare mai, perché erano così deliziosi. La patrona del caffè era anziana e tanto premurosa. Lei era come una nonna per me. Molto spesso mi regalava qualcosa di dolce.

Dopo la scuola andavamo a casa e preparavamo il pranzo ma solo l’insalata, il pane con formaggio fresco o burro, il toast o solo frutta. Abitavo in una grande abitazione in comune con quattro persone che diventavano i miei amici. Si chiamano Justin, Patricia, Maria e Marcello. Justin veniva dalla California ma abita e lavora in Spagna a Madrid da quattro anni, Patricia e Marcello erano spagnoli e Maria veniva dalla Romania. Ero, come sempre, la più giovane ma è bello essere l’ultima nata in Italia. L’abitazione che avevamo in comune disponeva di una cucina, due bagni con la doccia e cinque camere da letto. Amavo la mia camera perché era grande e c’era aria condizionata, dunque dormivo sempre molto bene. Avevo un piano forte per fare i miei esercizi. Nella mia camera c’era anche un televisore ma non l’ho mai usato. Il letto era molto grande, era un matrimoniale.

Dopo il pranzo andavamo spesso alla spiaggia la Playa con il bus. I biglietti erano molto economici, un euro solo. È stato un arenile. Il mare alla Playa non era nè sporco né chiaro. Invece ad Acitreza o a Taormina c’era bella acqua turchese chiaro. Le rocce ad Acitrezza sono atomiche e impressionanti. Un fine settimana siamo andati a Taormina. Questa è una città stupenda. Anche Siracusa è bella ma più grande. Purtroppo non ho avuto il tempo per visitarla. Un altro fine settimana, è stato un sabato, volevo andare a cavallo con Gaetano al mare ma purtroppo i cavalli erano in un torneo. L’ultimo fine settimana ho fatto un giro turistico a Catania. Ho visto molte chiese. La Cattedrale di Catania e più importante, lei è consacrata alla Sant’Agata, la patrona della città. Sono stata alla piazza del Duomo, dove c’è l’emblema di Catania, la fontana dell’elefante, al Palazzo Biscari, Palazzo Valle e alla Via Etna. Questa è una strada dello shopping. La Via Etna è molto lunga tre chilometri, e va nella direzione del vulcano. Purtroppo non sono stata al vulcano di Etna ma ci andrò il prossimo anno.

Ho visto il Teatro Massimo Bellini che è dedicato al compositore Vincenzo Bellini e la sua casa natale. È anche dedicata alla mia pasta preferita, la pasta alla Norma. Sono stata alla Casa Museo Giovanni Verga che è un autore molto conosciuto in Italia. Ho visto anche il castello Ursino, l’università degli studi di Catania e la Villa Cerami. Ogni sera andavamo a mangiare in un ristorante. Di solito mangiavo la pasta o la pizza, ma una sera sono stata invitata da Gaetano in un ristorante di pesce. Il pesce è conosciuto e tipico per la cucina siciliana ma per dire il vero il pesce non mi piace. Ma in Sicilia ho assaggiato molti pesci differenti e maggiormente mi è piaciuto il pesce fritto perché il sapore di pesce non è tanto forte. Se mangio il pesce più spesso, forse mi piacerà una volta. Dopo la cena siamo usciti e abbiamo fatto festa. Sulla festa abbiamo ballato, bevuto e parlato. Nel corso dell’ultima settimana si festeggiava ogni sera.

Sono gratissima che potevo vivere un’estate così bella. L’anno prossimo vorrei ritornare a Catania per due mesi. Non vedo l’ora di andarci.

Silvia Rubey

Slang italiano

Tra le attività pomeridiane che la scuola Federico II organizza vi è anche la lezione di slang, ovvero lezione sui modi di dire, proverbi e parolacce della lingua italiana.

A San Giovanni Li Cuti il nostro direttore Gaetano Russo insegna ai propri studenti, con un tocco d’ ironia e comicità, il significato delle parolacce italiane e di tutte quelle brutte parole che sono entrate nel linguaggio comune colloquiale!

E tu conosci lo slang della lingua italiana? Vediamo insieme qualche esempio!

alito puzzolente m. bad breath; (lit.): stinking breath.

alzare il gomito exp. to drink; (lit.): to raise an elbow.

beccare qualcuno v. to hit on someone, to pick someone up; (lit.): to peck.

bel niente m. nothing, zip; (lit.): a beautiful nothing.

bordello m.  unbearable noise or confusion; 2) brothel.

cagare v.  to shit, to defecate.

cazzata f.  nonsense eg “Sono cazzate” (“That’s bullshit”) a worthless or useless thing.

chiudere il becco v. to shut up, to shut one’s trap; (lit.): to close the beak.

cozza f.n. Ugly girl, (lit.): cockle.

donnaiolo m. womanizer, playboy, flirt.

farsi bello(a) v. to doll oneself up.

farsi una canna to have a joint.

farsi un/a ragazzo/a (trivial) to score with a boy/girl.

finocchio m.  homosexual.

incazzarsi v. to get angry. A euphemistic form is “incavolarsi” (to get steamed up, to get worked up).

leccaculo: ass-kisser (lett.): one who licks ass.

mettersi insieme exp. to start a serious relationship, to tie the knot.

mollare qualcuno exp. to dump someone; (lit.): to let go of someone, to release someone.

morire di/dalla noia exp. to die of boredom.

quattro gatti exp. only a few people; (lit.): four cats.

ricco sfondato exp. rolling in money; (lit.): endlessly rich.

roba da matti exp. crazy.

rompere il ghiaccio exp. to break the ice.

scorreggiare v.i. (vulgar) to fart.

scemo/a n. a stupid person, a jerk.

sfatto f. (trivial) worn out after a night of debauchery.

sgualdrina f. (pejorative) trollop, strumpet, harlot, tart.

spettegolare v. to gossip; (lit.): to tattle.

tirare un bidone a qualcuno exp. to stand someone up on a date or appointment; (lit.): to throw a trash can at someone.

tutto sale e pepe exp. lively, cheerful; (lit.): all salt and pepper.

Maria Scalici e Gaetano Russo